feed rss: Posts | Comments

Luca secondo me

È impossibile descrivere Luca Brandi, eppure è doveroso per dare un senso all’associazione, a questo sito e alle numerose volte che appare nelle nostre conversazioni.
Definirlo un uomo sensibilissimo di straordinaria dolcezza e bontà o un ragazzo capace e energico è già un limite al fiume dei ricordi che ci portiamo dentro.
Allora, facciamo così, in questo spazio ci mettiamo i pensieri, le tracce, e i ricordi di quanti hanno lo hanno conosciuto. Così proviamo a raccontartelo.

Sei il benvenuto se vuoi aggiungerne di tuoi, qui di seguito.

Lascia il tuo messaggio
1 2 3 4 5 6 7 8 >
(22) Old Navy discount
Sun, 12 February 2017 14:02:03 +0100

weil Jessica Chastain eine besondere Schauspielerin ist

(21) Natty
Wed, 29 July 2015 05:08:07 +0200

Это может быть при маленьком LotExponent и lots, например если lots 0.1 и lotexponent 1.4 первые два колена будут с лотом 0,1 и только третье 0,2.

(20) Trisman
Tue, 28 July 2015 18:06:55 +0200

Alisa Chshmarityan:Spasibo za telpyiye slova za telpyiy priyem v Belorussii. Mi gordimsya,za armyan za predelami nashey Rodini,za takix predstaviteley armyanskogo naroda, kak Nonna Nersisyan. Nonnochka ya rada,chto poznakomilas s vami!!!!Udachi v tvorcheskoy i lichnoy jizni!!!!Nadeyus eshe vstretimsya


 Nome *
 Indirizzo Email
 Sito Web
 Testo *
* Obbligatorio


  1. flavia brandi scrive:

    Ho scritto questa cosa in ricordo di Luca a nome dei cugini, un mese dopo la sua scomparsa, qualche tempo fa.

    Da un mese, Luca, siamo sulle tue tracce.
    È un percorso a ritroso a cui partecipiamo con tuo padre e molte delle persone che hanno avuto a che fare con te.
    Siamo in tanti. Ognuno con il suo carico di scritti.
    Cerchiamo di creare un archivio permanente dei tuoi diari, i carteggi, le conversazioni, così che ci resti una memoria viva, a testimonianza dell’inedito, sensibile, appassionato uomo che sei.
    All’inizio, il vero intento, malcelato, era trovare nella tua identità digitale qualche risposta ai mille perché che accompagnano il tuo addio.
    Un senso per l’addio.
    Un’investigazione privata, alla ricerca di un movente, una ragione.
    Invece, Luca, ci siamo persi nel tuo cosmo.
    Abbandonata ogni velleità inquisitrice, da un mese ogni giorno scopriamo quelli che definiresti i tuoi “tanti universi”, dove il ragazzetto timido e schivo lascia il passo all’uomo profondo e affascinante.
    Nei tuoi scritti, lineari e puntuali c’è la gioia di vivere, di fare grandi cose, di amare con possenza oltre ogni schema.
    Amare di un sentimento vulcanico, entusiasta, che gioca a scacchi con l’amicizia la partita delle emozioni, prevalendo per poi diffondersi in tutte le tue relazioni.
    Ci sentiamo ancora oggi tutti molto amati da te.
    La cura con cui condividevi la quotidianità, le attenzioni nelle feste comandate dei compleanni e negli eventi più o meno sostanziali della nostra esistenza, hanno la forma di un mantello, avvolgente e protettivo.
    Luca c’è sempre, ci diciamo, e ci sentiamo meno soli.
    Quell’incedere silenzioso e deciso, i grandi occhi attenti a rendere importante anche dirsi cose semplici, scambiarsi libri come sogni, affinità elettive nell’incanto di poche parole ponderate, le tue, che in un sussurro diventano conforto, e l’abilità di costruire con ognuno un rapporto esclusivo che con le ragazze, in particolare, ti rivela equilibrista: amicizia o amore?
    Non è più tempo, Luca, di gentiluomini. Per questo ci ritorni in mente, bello come un dio greco, galante e tenero.
    Come non amarti, Luca.
    Abbiamo scoperto tra le righe di migliaia di lettere schiere di donne innamorate di te, di quell’amore molteplice che unisce amiche, giovani, meno giovani, colleghe, persone di famiglia, superando l’utopia dell’amicizia tra uomo e donna.
    Luca, ti abbiamo sognato tutte almeno un minuto, prima di lasciare il passo all’età, alle distanze, ai tabù.

    E più procediamo in quest’immersione in migliaia di caratteri digitati, email, sms… e più ci rendiamo conto di quanto fosse superficiale la nostra conoscenza di te.
    Come galleggiare su un abisso, il tuo, di sensibilità e tenerezza.
    Mentre ci chiediamo perché mai dissimulavi il mal d’amore, nascondendolo, se per pudore o forse orgoglio, pensiamo che magari stavi iniziando il guado verso la riva della felicità, con quella ricerca interiore che già aveva segnato i momenti importanti della tua esistenza.
    Come quando superasti la scomparsa di Piero, l’amico di studio, il compagno d’avventura di viaggi e mete condivise per un futuro che doveva accomunarvi.
    Sapevamo fossi legato a Piero, non sapevamo quanto lo fossi.
    Hai mosso le coscienze e le tasche di amici e conoscenti per trasformare il dolore per la perdita di questo tuo amico fraterno, una cicatrice che ti segnava l’anima, in qualcosa di buono per un popolo lontano.
    Quel gesto ci insegnò qualcosa, come trasformare la disperazione di un addio in felicità tangibile. Ma troppo presto ci troviamo a misurarci con questo insegnamento, Luca.
    L’amicizia vissuta con reciprocità, come uno scambio culturale generoso e come impegno è un altro tema che pervade i tuoi scritti.
    Dicevi di essere esigente e selettivo, può darsi, siamo riusciti a trovare solo segni affetto per chiunque, sempre una parola gentile, un sorriso, un abbraccio anche virtuale.

    Noi, Luca, quasi non ce lo ricordiamo l’ultima volta che sei stato bambino. Non ve n’è traccia negli scritti, solo qualche vaga memoria di un piccoletto timido che faticava ad apparire come tutti gli altri bambini, forse perché non ha senso esibirsi quando già ci si misura con i temi degli adulti, le grandi domande sull’esistenza, il futuro.
    Sempre un passo avanti, Luca. Una maturità repentina, la tua, che saldata alla buona educazione ti rende sostenitore di un fortissimo senso della famiglia. “Orgoglioso di essere un Brandi” ci scrivevi a riassumere quella summa di sana ostinazione e perseveranza che ci accomuna tutti.
    Attento ai legami di sangue, e fedele alla memoria di chi ci ha preceduto ci tenevi uniti da lontano con un carico di attenzioni di cui nessuno di noi sarebbe stato capace.
    Ci mancavamo a vicenda: essere lontani è come ridursi a pochi segnali di fumo che si disperdono nella fretta dell’esistenza. Ricavavamo angoli di conversazione nelle riunioni di famiglia, ci scambiavamo sogni di gloria.
    Come tutti quelli che hanno lasciato l’isola per cercare fortuna altrove eri tremendamente determinato, ma con un’ostinazione e una forza di volontà comune a pochi. Ripetevi di voler tornare qui solo dopo che fossi diventato qualcuno. Ma eri già qualcuno. Chi lascia l’isola parte da zero e in breve tempo tu ti eri affrancato dai doveri dell’educazione (laurearsi, trovarsi un lavoro, essere indipendente) per realizzare le ambizioni personali (far parte di un’azienda prestigiosa, incontrare l’america del lavoro, proseguire con la carriera manageriale). Un disegno preciso che ha trovato consensi in chi ti ha sempre incoraggiato, motivati tutti dal vederti felice e risoluto, anche davanti alle difficoltà strutturali di un certo sistema di lavoro: essere al massimo, competere, imparare continuamente.
    Parlarti ci inorgogliva, fieri di te come si può essere di un fratello che ricalca i tuoi passi prendendo solo il meglio dell’esperienza.
    Siamo onorati di averti conosciuto, Luca, nonostante l’averci privato di te con il più incomprensibile dei gesti, lasciandoci il peso di una vita senza te, con mille perché che non avranno mai risposta.

    Ciao cuore fragile.

    I tuoi cugini